Maria Antonia Elettrice di Sassonia a Firenze e alla SS. Annunziata

Nel maggio 1772, in un clima piovoso poco usuale per il mese corrente e foriero di ansia per i raccolti in campagna, giunse a Firenze l’Elettrice di Sassonia, Maria Antonia Valpurga (1724-1780), vedova dal 1763 di Federico Cristiano e già co-reggente dello stato (fino al 1768) per la minore età del primogenito Federico Augusto.
Era una gran signora appartenente all’alta nobiltà d’Europa e con in aggiunta il fascino e la fama di artista. Apprezzata musicista, pittrice e poetessa, parente degli Asburgo-Lorena, ora compiva il personale Grand Tour in Italia. Il suo soggiorno a Firenze pertanto era un grande evento. Venne annotato con i particolari da Giuseppe Pelli († 1808) nel diario Efemeridi (1759-1808).
Pelli, alto funzionario di stato e sostenitore convinto delle riforme di Pietro Leopoldo, ricordò anche la propria appagante partecipazione alle feste e ai divertimenti organizzati a palazzo per omaggiare l’illustre parente. Così scrisse al 22 maggio:

“È arrivata in questa sera l’Elettrice vedova di Sassonia Maria Antonia di Baviera, sorella dell’Elettore attuale, figlia di Carlo VII e stata già moglie dell’Elettore Federigo Cristiano, che viaggiò per l’Italia nel 173 ... [sic, nel 1738-1740], avendo condotta la sorella [Maria Amalia] in sposa al re di Napoli, ora di Spagna [Carlo VII poi Carlo III].
Questa principessa è in età di anni 48; si diletta di pittura, di musica, e di poesia avendo composti dei drammi (che sono in luce) e delle cantate, e portando il nome in Arcadia di Ermelinda Talea (mandò il suo ritratto alla Galleria).
Ancor essa ha avuto il nobil genio di visitare l’Italia. Ella è molto strettamente congiunta con i nostri sovrani, onde nel suo breve soggiorno gli saranno date varie feste. [...] A dì 24 detto domenica.
In questa sera Sua Altezza Reale ha data una festa di ballo alla suddetta Elettrice nel salone di Palazzo Vecchio fino a giorno con maschere, e rinfreschi simile a quella che fu data alla regina di Napoli il dì 2 dello stante 1768.
È riuscita sommamente bella ed io l’ho goduta volontariamente fino a giorno, perché non trovo appresso di noi spettacolo, il quale più mi appaghi, e mi diverta di questo.
La circostanza di un salone di braccia 90 di lunghezza, e di 37 di larghezza, che ha perciò un’area di braccia quadre 3.330 e contiene da circa 2.500 persone [il Salone dei Cinquecento], dà il comodo di un concorso straordinario, e di una varietà di oggetti sorprendente, la quale dissipa, e rallegra con grazioso brillantissimo incanto. La mia situazione in questo gran vortice è tale, che mi sembra di godere un’intiera libertà, e tratto fuori di me a mirare nel suo tutto, e nelle sue parti lo spettacolo, non risento quell’incomodi che danno tormento allor che noiose cure, o interne scontentezze ci premono, e ci assediano il nostro povero spirito. Abiti, mosse, fisonomie, bellezze, avvenenze, artifizi, capricci ecc., tutto richiama, e fissa chi vi si colloca per slanciarsi fuori di sé, e volendo ancora rientrare in sé i sensi vi prestano tutti questi materiali per riflettere sopra la nostra specie, e sopra la distanza dell’uomo bruto all’uomo che si è saputo condurre passando fra mille sforzi ad un simile divertimento.
Le diverse condizioni ancora, i diversi affetti, i diversi desideri, i diversi disegni, fanno sbocciare nella mente mille imagini, o instruttive, o piacevoli. In somma il solo vedersi livellato con il padre, e sovrano è per me un dolce pensiere, e per chiunque sa sentire. A questo poco che delineo averei molto più da soggiungere se volessi distendere un discorso sopra tale oggetto, il quale ho veduto che alcuni non sanno gustare, perché non si vogliono dar pena per gustarlo.
[Capita che, filosofeggiando, il divertimento possa essere inteso come oblìo di se stessi e rimedio al male del vivere ... o almeno capitava nel XVIII secolo, parafrasando il Manzoni].
[...] A dì 25 detto lunedì.[...]
Il festino è durato fino alle 6 della mattina. L’Elettrice di buon’ora è partita alla volta di Venezia (era più caricata del ritratto assai)” – conclude nella glossa il Pelli con un una punta di ironia, ricordando il quadro, oggi agli Uffizi, nel quale l’abito era dipinto di un modesto color turchino, vezzo da artista dell’epoca.

Anche le Cronache della SS. Annunziata ricordano l’Elettrice in visita al santuario e alla Santa Icona della Madonna.
“A dì 23 detto [maggio 1772]
Giunse ieri sera in questa dominante sua altezza reale Elettrice vedova del defonto Elettore di Sassonia, e madre dell’Elettor presente, zia della nostra sovrana, e cognata di sua maestà l’imperatore Giuseppe fratello del nostro sovrano [Giuseppe nel 1765 aveva sposato in seconde nozze la sorella di lei Maria Giuseppa]; principessa quanto dotata di spirito, e di talento altrettanto ripiena di devozione, e pietà, che ha voluto questa mattina a portarsi a venerare la sacra immagine della Santissima Nunziata; onde pervenuta la notizia con biglietto al molto reverendo padre priore di sua eccellenza il signore Guardaroba Pandolfini, fu tutto posto in ordine, e circa il mezzo giorno si portò la suddetta principessa in compagnia del nostro sovrano alla nostra chiesa, ed entrati ambedue nella cappella assisterono ad una messa privata, nel qual tempo fu intonato l’ Ave Maristella, e scoperta la sacra immagine, e dopo la messa fu ricoperta.
Ricolmi la vergine Santissima di celesti benedizioni i principi, ed il numeroso popolo concorso a venerare la di Lei immagine prodigiosa”.

Paola Ircani Menichini, 12 aprile 2024. Tutti i diritti riservati.




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